Home Per i più giovani Approfondimenti Neti Lota per lavaggio e drenaggio delle mucose nasali e paranasali con soluzione idrosalina calda

Neti Lota per lavaggio e drenaggio delle mucose nasali e paranasali con soluzione idrosalina calda


 

E' opinione comune che una corretta igiene, ventilazione e irrorazione del naso siano strumenti collaterali idonei alla terapia di un gran numero di patologie respiratorie che hanno in un'ipofunzione nasale su base anatomica o disfunzionale, la loro eziologia.

A questo proposito può essere utile proporre la pratica di origine Ayurvedica del "Neti".

 

PREPARAZIONE : Si riempie il LOTA con acqua riscaldata a temperatura che, tiepida le prime volte, può salire progressivamente in ragione della tollerabilità che il paziente dimostra, e vi si versa un cucchiaino da caffè di sale fino da cucina. Se l'acqua dell'acquedotto risulta fortemente clorata, sarà bene impiegare acqua oligominerale o di fonte termale, oppure portare a ebollizione l'acqua dell'acquedotto, lasciandola poi raffreddare fino alla temperatura prescelta ( in questo caso si può anche usare sale marino da cucina a cristalli grossi).

PROCEDIMENTO: Stando in piedi in posizione eretta si prende il contenitore con la mano destra e si introduce il beccuccio nella narice destra. Si procede respirando con la bocca, mentre lentamente si piega la schiena in avanti e si ruota la testa verso il lato della narice interessata, rivolgendo lo sguardo verso il soffitto. L'acqua scorrerà attraverso la narice nelle cavità nasali, interessando per caduta e riempimento i seni paranasali, cosa assai difficile con altre tecniche affini. Finito il primo lavaggio ci si rialza e si espira dal naso con forza. Subito dopo si esegue la stessa pratica nella narice opposta, soffiando di nuovo.

OSSERVAZIONI: Può succedere che introducendo il NETI LOTA nella narice destra mentre il capo è piegato e ruotato a destra, le cartilagini della narice sinistra si chiudano. Basterà a questo punto prendere con il dito la cartilagine alare sinistra e divaricarla leggermente, in modo che non ostacoli il deflusso dell'acqua. Può inoltre succedere che l'acqua non fuoriesca: questo può essere dovuto ad una secrezione ispessita di vecchia data. A questo si ovvia introducendo soltanto una minima quantità di acqua in modo da ammorbidire le secrezioni, e soffiando poi dal naso con forza senza premere le narici, appoggiando solo leggermente il fazzoletto: subito dopo si potrà ricominciare la pratica senza difficoltà.

In caso di ostruzioni più tenaci bisognerà attendere in posizione piegata e con il beccuccio ben pressato sulla narice ( per non far refluire l'acqua) per qualche secondo: pian piano l'acqua si farà strada e finirà per defluire regolarmente. E' questo uno dei vantaggi maggiori di questa tecnica rispett

o alle altre proponibili ( spruzzi, pompette, ecc ), che in caso di ostruzioni tenaci possono risultare poco efficaci.

Inoltre a mano mano che il paziente si impratichisce con questa tecnica, imparerà a piegarsi di lato sempre più, consentendo all'acqua di invadere anche i seni più alti come quelli frontali difficilmente raggiungibili con altre tecniche domiciliari: sono molti i pazienti che ci riferiscono questo beneficio, inizialmente a volte un po' doloroso.

Al ruolo meccanico-igienico del lavaggio va aggiunto quello non secondario del drenaggio che per pressione osmotica viene consentito dall'ipertonicità della soluzione salina.

Inoltre la temperatura relativamente elevata (nei casi di rinosinusite mucopurulenta può raggiungere, ma è bene non superi, i 40° ) 

avrà di per sè un effetto antibatterico.

Ovviamente il paziente sarà istruito a partire da temperature più basse e ad elevarle gradatamente, per non incorrere nel pericolo di scottature.

Può succedere che gli occhi tendano ad arrossarsi (la soluzione lava con questa tecnica anche il dotto nasolacrimale) per la stimolazione causata dal sale:ciò durerà solo qualche minuto.

Ultimato il primo lavaggio bilaterale si rivolge il capo in avanti e si lascia che l'acqua esca da sola dal naso. Si procederà poi a piegare in avanti anche il busto e, lasciando la testa chinata, si soffierà fortemente da entrambe le narici.

Infine si porterà la testa in alto, si inspirerà più volte dalla bocca, espirando dal naso. Si ripeterà più volte la pratica, alternatamente a destra e a sinistra.

Dopo un certo numero di lavaggi di entrambe le narici, si procede ad asciugare per ventilazione i seni nasali: si fanno eseguire al paziente alcuni cicli di respirazione a narici alternate, anche per stimolare il ripristino del ciclo respiratorio nasale.