Le diluizioni in omeopatia
a) Diluizioni centesimali hahnemanniane (CH). Attualmente sono le più diffuse. Vengono preparate aggiungendo una parte di sostanza di base a 99 parti di solvente. La miscela viene sottoposta a successione vigorosa (si dice che viene dinamizzata) mediante un apparecchio vibratore; si ha così la prima centesimale hahnemanniana, 1 CH. Una parte di diluizione 1 CH, miscelata in un nuovo flacone con 99 parti di solvente e dinamizzata, costituisce la 2 CH e così via fino alla 30 CH. Per quest’ultima sono quindi necessari 30 flaconi.
b) Diluizioni decimali hahnemanniane (DH). Si tratta di diluizioni successive in rapporto 1:10 preparate seguendo esattamente lo stesso metodo delle centesimali hahnemanniane
c) Diluizione korsakoviana (K). Nel 1832 il russo Korsakov propose una tecnica di diluizione detta “in flacone unico”, che permetteva di evitare l’utilizzo di un numero tanto elevato di flaconi. Si versano 5 ml di tintura madre in un flacone, che viene agitato vigorosamente e poi vuotato mediante aspirazione. Con questo procedimento si lascia nel flacone l’1% del volume iniziale, al quale si aggiunge acqua purificata al fine di diluire ciò che resta sulle pareti della tintura madre; si agita vigorosamente e si ottiene così la prima diluizione korsakoviana, 1 K. Ripetendo l’operazione si ricava la seconda korsakoviana e via di seguito.
A prescindere dal tipo di diluizione scelta, l’operzione di diluizione è molto delicata e deve essere svolta adottando ogni precauzione. L’atmosfera deve essere la più pura possibile. L’aria delle città , anche nei casi di inquinamento modesto, contiene in sospensione tracce di zolfo, mercurio e piombo che, combinandosi con la sostanza di base nel corso della dinamizzazione, potrebbero alterare la preparazione. Per questo motivo, all’interno dei laboratori è presente un impianto ad aria filtrata in grado di ridurre il tasso di inquinamento. Il solvente che si utilizza è un alcolal 70% controllato, mentre i flaconi utilizzati per le diluizioni vengono lavati tre volte consecutive con acqua demineralizzata, quindi sterilizzati a 180° per un’ora.

