Prodotti fitoterapici

PERCHE' LE PIANTE DETERMINANO EFFETTI SULL'UOMO?
Bisogna aspettare la seconda metà di questo secolo per fornire una spiegazione scientifica: i principi attivi delle piante agiscono perché nell'uomo mimano messaggi endogeni.
Ad esempio, la morfina mima le enkefaline, peptidi endogeni che controllano il dolore, l'efedrina (Efedra vulgaris) mima la noradrenalina, la muscarina (Amanita muscaria) mima l'acetilcolina, la glicirrizzina mima l'aldosterone (recettori renali) e per questo si osserva effetto ipertensivo.
Perché le cellule umane riconoscono i messaggi chimici provenienti dal mondo vegetale o animale?
La teoria di Roth e Leroith della "unificazione delle comunicazioni cellulari" permette di fornire una spiegazione.
Alla base di questa teoria ci sono le osservazioni sperimentali che molti messaggi endogeni presenti nell'uomo sono stati trovati anche negli organismi inferiori.
A sostegno di questa importante teoria stanno molte osservazioni sperimentali.
I peli urticanti dell'ortica contengono istamina, l'interleuchina-1, sostanza che nell'uomo regola le risposte immuni e infiammatorie, è stata trovata anche nelle stelle di mare; l'insulina è stata trovata anche negli spinaci, in un protozoo e in un batterio.
In sintesi, l'evoluzione è un processo estremamente economico, per cui molte sostanze che servirono da messaggi nella fase unicellulare hanno mantenuto la loro struttura anche se la funzione comunicativa è cambiata.
Perciò gli organismi unicellulari hanno in comune alcune sostanze con i loro discendenti vegetali e animali, e questo è anche il motivo per il quale le sostanze presenti nelle piante e, negli animali inferiori trovano recettori appropriati anche nell'uomo. Questa è una delle ragioni per cui la natura rappresenta un fonte inesauribile e, solo parzialmente esplorata, di sostanze biologicamente attive e il perché sta nel fatto che le cellule umane capiscono i "messaggi" delle piante e degli animali inferiori.
LE PRINCIPALI FORME DI SOMMINISTRAZIONE
I principi attivi presenti nelle droghe hanno natura chimica diversa. Le droghe possono essere somministrate come tali (polveri formulate in capsule o compresse) oppure costituire la materia estrattiva per altre preparazioni farmaceutiche. La via di somministrazione normalmente usata è quella orale; quindi i principi attivi presenti nella droga devono essere biodisponibili, cioè:
Il processo è complesso ed è influenzato dalla natura chimica del principio attivo (più è liposolubile, meglio viene assorbito), dal grado di metabolismo epatico (i metaboliti possono avere un'attività diversa), dal tipo di distribuzione (in forma libera o legati a proteine plasmatiche) e dal meccanismo di eliminazione (escrezione via urine o feci). Le varie forme farmaceutiche possono derivare da pianta secca o da pianta fresca. Comunemente, fra le varie forme farmaceutiche, quella da preferire è l'estratto secco perché il procedimento estrattivo consente di ottenere una elevata quantità di principio attivo. I procedimenti che vengono usati per ottenere le varie formulazioni farmaceutiche, a volte portano all'estrazione solo di alcuni principi attivi rispetto ad altri e quindi ad avere azioni farmacologiche diverse.
Siccome i principi attivi presenti nel fitocomplesso sono molteplici, saranno diverse anche le azioni farmacologiche. Infatti, può accadere che una stessa pianta possa avere azioni farmacologiche diverse se assunta in una forma farmaceutica diversa; questo perché i procedimenti attuati per l'ottenimento di ciascuna forma farmaceutica hanno estratto diversi principi attivi. Tutto ciò per evidenziare come sia importante la forma farmaceutica e come la scelta non debba essere casuale, ma, per ogni droga, debba essere compiuta in modo da garantire l'effetto terapeutico desiderato.
1. Forme farmaceutiche derivate da pianta secca
TISANE - Sono miscele di piante medicinali essiccate e tagliate in pezzi più o meno piccoli, che si preparano per infusione (versando acqua bollente sul materiale secco) o per decozione (mettendo il materiale secco in acqua fredda e portandolo a ebollizione). Il raffreddamento dell'infuso deve avvenire in maniera graduale e sempre a temperatura ambiente.La capacità terapeutica delle tisane è limitata in quanto, per l'elevata diluizione, è presente poco fitocomplesso.
POLVERI - Si ottengono per triturazione della droga secca e, a seconda della granulometria, sono distinte in grossolane, grosse, semifini, fini e finissime. Le polveri hanno la caratteristica di contenere tutti i componenti della droga vegetale, anche quelli che non svolgono attività terapeutica. La concentrazione dei principi attivi è perciò bassa, con limitata efficacia terapeutica e ridotta biodisponibilità, cioè ridotta capacità della droga a liberare una parte più o meno grande del suo principio attivo, capace di produrre l'effetto terapeutico desiderato.
TINTURE - Si ottengono estraendo con alcol i principi attivi della droga secca. Hanno l'inconveniente della scarsa palatabilità, di non poter essere diluite con acqua (per precipitazione delle sostanze attive) e di non essere indicate nel soggetti intolleranti all'alcol.
ESTRATTO FLUIDO - L'estratto fluido si prepara mettendo la pianta essiccata a macerare in un solvente, generalmente alcol etilico o anche glicerina, per un periodo di tempo variabile da pianta a pianta.Rappresenta la forma più concentrata tra le preparazioni liquide. Gli estratti fluidi più comuni sono quelli idro-alcolici, ottenuti estraendo la droga con alcol a 60-70', e quelli alcolici, preparati con alcol a 95'. Sono disponibili anche estratti idroglicerici, in cui l'alcol è stato sostituito dalla glicerina. Gli estratti fluidi possono essere utilizzati come tali, oppure sono ingredienti per la preparazione di sciroppi, pozioni ecc.
ESTRATTO SECCO - Per la sua preparazione si parte dall'estratto fluido,facendo poi evaporare il solvente con opportune tecniche e a temperature non elevate. Si ottiene cosi una polvere finissima, quasi impalpabile, con una concentrazione elevatissima di fitocomplesso. L'estratto secco viene normalmente titolato. La titolazione consente di valutare con precisione il contenuto di uno o più principi attivi presenti nel fitocomplesso. Tale contenuto non deve essere inferiore al livello minimo dalle Farmacopee Ufficiali o, in mancanza, da altri importanti studi scientifici, altrimenti il prodotto non può esplicare un'adeguata attività terapeutica. Per esempio, la Farmacopea Italiana stabilisce che l'estratto secco di ginseng debba contenere non meno dell'1,5% di ginsenosidi, che sono le sostanze terapeuticamente più efficaci di questa pianta. L'estratto secco rappresenta la forma farmaceutica più utile perché contiene l'insieme delle sostanze attive presenti nella pianta e non il materiale di supporto che è farmacologicamente inerte. Questa caratteristica lo rende biodisponibile favorendo il suo assorbimento da parte dell'apparato digerente.
2. Forme farmaceutiche derivate da pianta fresca
SUCCHI - Sono ottenuti da droga fresca frammentata e sottoposta a pressione meccanica. Contengono tutti i componenti, organici e inorganici della pianta che vengono resi stabili mediante moderne tecnologie.
TINTURA MADRE - Si prepara facendo macerare in alcol etilico il tessuto vegetale fresco, seguendo quanto descritto dalla Farmacopea Francese o Tedesca.
MACERATO GLICERINATO - Si prepara facendo macerare in una miscela di acqua, alcol e glicerina le gemme e i giovani getti raccolti, seguendo i dettami della Farmacopea Francese. Il fitocomplesso presente in esso è più completo poiché si sono usate le parti più giovani della pianta allo stato fresco, ma l'elevata diluizione ne riduce l'efficacia e ne impedisce la titolazione.
OLIO ESSENZIALE - E' presente naturalmente in alcune piante (ad esempio lavanda, salvia, rosmarino, eucalipto) cui conferisce in genere un odore penetrante, a gradevole. Si tratta di composti fortemente con centrati e quindi dotati di spiccate attività medicamentose, a proprio per questo motivo possono provocare effetti collaterali anche importanti se non sono usati nel modo e alle dosi corrette. Pertanto si consiglia l'utilizzo degli oli essenziali solo dietro consiglio di medici esperti nella materia.
I CRITERI DI QUALITA' IN FITOTERAPIA
Le piante medicinali possono essere coltivate o crescere spontanee, ma, in entrambi i casi, essendo prodotti della natura sui quali agiscono condizioni climatiche, meteorologiche, fattori inquinanti, l'eventuale utilizzo di pesticidi o diserbanti sulle coltivazioni, è importante che la pianta venga controllata in tutte le fasi della crescita, soprattutto quando viene acquistata dalla Officina Farmaceutica che ne ricava gli estratti. Le officine farmaceutiche sono aziende di produzione di prodotti farmaceutici, compresi anche i prodotti derivati dalle piante.
