Echinacea, non solo immunomodulante!
La funzione principale del sistema immunitario è quella di difendere l’organismo dalle infezioni. Nella fitoterapia si possono trovare vari rimedi che sono classificati come immunomodulanti, i quali stimolano il sistema immunitario, accrescendo la resistenza contro tutti gli agenti esterni piuttosto che verso uno specifico antigene. Sono indicati nella prevenzione e supporto nella cura di lievi malattie infettive del tratto respiratorio ed urinario nonché di disturbi infiammatori ed allergici. L’echinacea è la principale pianta di questa categoria di composti.
L’Echinacea (Echinacea pallida, Echinacea purpurea) è un’asteracea per lo più perenne, con infiorescenza e capolino., generalmente solitarie e fiori ligulati di colore dal rosa al porpora e al centro ha una brattea rigida e acuminata che assomiglia a un riccio (in graco “echinos”) da cui deriva il nome.
E’ originaria del Nord America e del Messico. I primi ad utilizzarla sono stati gli Indiani d’America che ne utilizzavano soprattutto le radici come impiastri che applicavano a tutti i tipi di ferite, punture di insetti e morsi di serpenti e come bevanda per raffreddore ed influenza.
PARTI USATE: parti aeree fiorite e radici
COMPOSIZIONE CHIMICA: I costituenti caratteristici della radice sono caffeol derivati, soprattutto echinacoside, olio essenziale e una gamma di chetoalcheni. Altri costituenti includono glicoproteine e polisaccaridi. Nelle parti aeree si ritrovano alcamidi, derivati dell’acido caffeico (prevalentemente acido cicorico), polisaccaridi, flavonoidi (quercetina, campferolo e isoramnetina) e olio essenziale (contenente borneolo).
PROPRIETA’ TERAPEUTICHE : L’echinacea viene usata come stimolante delle difese immunitarie nella prevenzione delle infezioni delle prime vie respiratorie e supporto a terapie correlate. La biodisponibilità e la farmacocinetica delle alchilamidi sono state indagate in diversi studi dai quali risulta che le principali alchilamidi vengono assorbite rapidamente (senza differenza significative tra varie forme farmaceutiche) e determinano una sottoregolazione delle citochine proinfiammatorie IL-6, IL-8 e TNF-alfa. Inoltre è stato dimostrato che le alchilamidi si legano ai recettori dei cannabinoidi, sviluppando in tal modo un effetto immunomodulante. Altri studi hanno dimostrato che l’echinacea attiva i macrofagi e stimola la fagocitosi, con conseguente eliminazione dell’agente tossico. Interessanti sono anche gli studi che hanno dimostrato un’attività antibatterica dei composti polietilenici nei confronti di Escherichia Coli e Pseudomonas Aeruginosa. E’ stata inibita anche la crescita di Candida spp. e Saccaromyces cervisiae; tale attività antimicotica è imputabile a chetoalcheni e chetoalchini. Una frazione ad alto peso molecolare contenente polisaccaridi e glicoproteine ha messo in evidenza un’attività antivirale nei confronti del virus dell’herpes simplex e dell’influenza. Infine è stato dimostrato che un estratto etanolico (65% V/V) di echinacea purpurea radice ha mostrato effetti sulla cicatrizzazione delle ferite.
Sono disponibili estratti standardizzati in echinacoside al 4% come marker della frazione polifenolica e isobutilamidi come markers delle alchilamidi. Si assumono 100-200 mg/die di tali estratti. E’ facile capire l’importanza non di un singolo principio attivo ma di tutto il fitocomplesso. Si raccomanda cautela in gravidanza e allattamento. Può essere utilizzata in età pediatrica.
