Ipertensione e caffè: due cose inconciliabili?
L’ipertensione è un disturbo molto comune, interessa infatti quasi il 50% della popolazione adulta in varie parti del mondo ed è un serio problema di salute pubblica. Per ridurne le potenziali complicazioni è necessario concentrare molti sforzi sia nel riconoscimento precoce sia nella eliminazione di eventuali fattori aggravanti quali particolari cibi e bevande. Tra i fattori che possono influire negativamente sulla pressione arteriosa qualche autore riporta il caffè, una tra le bevande più consumate, contenente caffeina sostanza dotata di importanti effetti farmacologici sul sistema cardiovascolare. Per questo motivo è stato indagato il suo effetto sulla pressione arteriosa con risultati talvolta controversi.
Danni cardiaci da obesità: un aiuto dai semi d’uva? Un recente studio si è proposto di valutare l’effetto cardio-protettivo sui danni indotti dall’obesità di un estratto di semi (50%) e buccia (50%) di uva (Vitis vinifera). Per studiare il legame tra stress ossidativo e malattia cardiaca gli autori hanno usato un modello sperimentale di obesità indotta da una dieta ricca di grassi nel ratto. Modello utile per capire i rischi dell’obesità e i danni che essa comporta a carico di vari organi anche nell’uomo. Gruppi di ratti sono stati alimentati con una dieta standard o con una dieta ricca di grassi (39%) e hanno assunto 500 mg/kg di estratto di semi e buccia di uva. Nei ratti esposti per 45 giorni a una dieta ricca di grassi (39%) che non assumevano l’estratto di Vitis vinifera si è osservato un aumento significativo del peso corporeo, del peso del cuore, e dei tessuti adiposi addominali oltre all’aumento dei livelli di PCR (proteina C reattiva) che depongono per uno stato infiammatorio, una deplezione dei livelli di ferro libero nel plasma, la comparsa di steatosi e siderosi cardiaca e di segni di lipotossicità. L’accumulo di grassi nel tessuto miocardico ha determinato un aumento dello stress ossidativo dimostrato da elevati livelli di radicali sulfidrilici.
Tosse: i medicinali omeopatici possono essere somministrati in tutta sicurezza ai bambini sotto i 2 anni
L'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha condotto un'analisi sui dati di farmacovigilanza, nazionali e internazionali, i cui risultati hanno rivelato che le sostanze mucolitiche (acetilcisteina, carbocisteina, ambroxolo, bromexina, sobrerolo, neltenexina, erdosteina e telmesteina) provocano un aumento delle secrezioni bronchiali nei bambini sotto i due anni che hanno poi difficoltà a eliminarle attraverso la tosse.
Per evitare che lo scontrino fiscale sbiadisca e' opportuno fotocopiarlo
Tenuto conto che è obbligatoria la loro conservazione per i cinque anni successivi a quello della presentazione della dichiarazione dei redditi e che essi dovranno essere esibiti o trasmessi agli uffici dell'Agenzia delle Entrate, una possibile soluzione è quella di fare una fotocopia degli stessi, da conservare unitamente agli originali. |




Un recente studio si è proposto di valutare l’effetto cardio-protettivo sui danni indotti dall’obesità di un estratto di semi (50%) e buccia (50%) di uva (Vitis vinifera). Per studiare il legame tra stress ossidativo e malattia cardiaca gli autori hanno usato un modello sperimentale di obesità indotta da una dieta ricca di grassi nel ratto. Modello utile per capire i rischi dell’obesità e i danni che essa comporta a carico di vari organi anche nell’uomo.
L'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha condotto un'analisi sui dati di farmacovigilanza, nazionali e internazionali, i cui risultati hanno rivelato che le sostanze mucolitiche (acetilcisteina, carbocisteina, ambroxolo, bromexina, sobrerolo, neltenexina, erdosteina e telmesteina) provocano un aumento delle secrezioni bronchiali nei bambini sotto i due anni che hanno poi difficoltà a eliminarle attraverso la tosse.
Gli scontrini fiscali rilasciati dai registratori di cassa delle farmacie sono stampati su carta chimica e, pertanto, sono soggetti a sbiadimento dopo poco tempo a causa dell'azione della luce e del calore.